Il 10 dicembre dell’anno 1948 l’Assemblea Generale  delle Nazioni Unite redasse la dichiarazione universale dei diritti umani.

Art. 1 «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.»

Lo stesso giorno dell’anno 1998 l’associazione ambientalista Uncaged Campaigns istituì la giornata per i diritti animali che, a partire dall’anno 2007, divenne la Giornata Internazionale per i Diritti degli Animali.

Il 10 dicembre, dall’alba al tramonto, è il giorno in cui chiedere l’estensione dei diritti umani anche agli animali non-umani. Ma a chi dovremmo chiedere questi diritti? A chi ce ne ha privato? E in base a quale autorità l’essere umano dovrebbe concedere tali diritti? Forse in base all’autorità del sopruso? Perché solamente i padroni sono in condizione di concedere benefici.

La retorica delle giornate di sensibilizzazione è la retorica della maschera dietro a cui si cela il vero potere, quello che governa, invisibile e muto. Questa è la vera forza che schiavizza il mondo e la vita che lo abita.

Ogni essere vivente ha il diritto alla vita, ma questo diritto deriva dalla vita stessa, non da una assemblea che si ritiene superiore, con finta modestia, agli abitanti del pianeta Terra.

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