mercoledì, settembre 26, 2018

Due gatti

Un gatto cade dal balcone di una palazzina e ferisce un passante. A seguito dell’incidente il gatto muore mentre il passante viene dimesso con una prognosi di trenta giorni. La padrona viene multata per omessa custodia e il passante le fa causa per lesioni personali colpose.

Forse si è trattato della disattenzione di un attimo, o forse di una noncuranza abituale. Forse, se il passante non fosse transitato in quel preciso momento, il gatto avrebbe avuto il tempo di invocare una delle sue molteplici vite, e risalire al proprio alloggio come se nulla fosse accaduto. Molti sono i racconti di gatti rimasti illesi dopo essere precipitati da grandi altezze.

Molti commentatori si sono dilettati a citare codici penali, civili, regole e numeri, come se il senso dell’evento fosse solamente quello di inquadrarlo giuridicamente.

Una gatta precipita da un viadotto che crolla a causa di un grave cedimento strutturale, e muore. Insieme a lei muoiono 43 persone. La procura apre un inchiesta per omicidio colposo di 43 persone. La sua morte non può essere contemplata giuridicamente.

Purtroppo il senso di queste storie è un altro: gli animali sono considerati oggetti di proprietà, e a loro non è concessa la dignità dell’autodeterminazione. Agli animali non è concesso il privilegio della maggiore età, ovvero il diritto dell’autonomia delle proprie scelte.

Come mi manca il tempo in cui gli antichi egizi potevano permettersi di perdere una battaglia perché rifiutarono di combattere contro i persiani che, con ipocrita e umana scaltrezza, avevano legato alcuni gatti agli scudi.

Meravigliosa coerenza: ciò che è sacro rimane sacro, anche in guerra.

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Beppe Picaro
Beppe Picarohttp://www.beppepicaro.com
Solamente un cambiamento di coscienza potrà portare il cambiamento necessario che permetterà agli essere umani di diventare veramente umani.

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