Siamo nati liberi, ma poi è arrivato l’uomo. Con i suoi finimenti ci ha voluto imporre la sua legge, le sue regole, i suoi vanti.

Siamo nati liberi, ma poi è arrivato l’uomo che ha voluto rubarci la forza e la velocità. Non avete forse voi le gambe? E non avete forse voi i vostri macchinari cinetici?

«Raol è morto,» si ostinano a scrivere i giornalisti, ma sappiamo che invece Raul è stato abbattuto (altro eufemismo per nascondere l’atto con cui si uccide un animale non-umano) dopo essersi fratturato la zampa anteriore. No, Raoul non è morto, è stato ucciso due volte, la prima volta per essersi rotto la gamba, e la seconda la seconda per nascondere gli effetti della crudeltà della vostra gara.

La comunicazione ufficiale del comune di Siena è intrisa di tipica ipocrisia umana: 

«Il cavallo è deceduto a seguito di un infortunio dopo essere stato prontamente soccorso, sedato e trasportato con una biga alla clinica veterinaria.»

Intanto Remorex taglia il traguardo e vince. Senza fantino. Senza l’uomo sulla schiena pronto a spronarlo.

Siamo nati liberi, e liberi vogliamo correre.

Così finisce il palio straordinario di Siena dell’anno 2018 in onore del centenario della Prima Guerra Mondiale. Forse è un modo per festeggiare la morte con la morte. Gli altri appuntamenti saranno ad agosto, in onore della Madonna Assunta, e a luglio, in onore della Madonna di Provenzano.

Questo vuol dire che rischiamo la nostra vita in Suo onore? In Suo onore corriamo su una pista tra le più pericolose del mondo? In suo onore indossiamo le vostre briglie sui nostri capi? E voi cosa fate in suo onore?  

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